Col 31 dicembre dietro l’angolo continuano le chiacchiere a vuoto nelle riunioni di condominio e tu ancora non ti stacchi dal riscaldamento condominiale?

assemblea-condominiale

So che sei una persona intelligente.

Tanto intelligente che hai scelto di comprare un appartamento in città anziché indebitarti per 30 anni per una “splendida villa in zona residenziale”.

Casa tua ti piace: ognuno della tua famiglia ha i suoi spazi e ci vivete serenamente… sempre meglio che avere una reggia e non usarla!

Certo, vivere in condominio ha un pò di inconvenienti, e il più grave sono le assemblee condominiali.

So che ogni volta che ci devi andare ti ribolle il sangue perché:

  • Non hai voglia di altre discussioni
  • Non hai voglia di altre chiacchiere a vuoto
  • Non hai voglia di sentire le persone che si parlano addosso, alzando la voce per prevalere sugli altri.

Oltre alla voglia c’è il problema del tempo: hai così tante cose da fare, molto più importanti, e le devi trascurare per questa roba qui?

Di questa contabilizzazione del calore e delle valvole termostatiche il vostro amministratore ne sta parlando da circa un anno e, in una decina di riunioni, hai dovuto subire finora:

  • L’ingegner Tizio che tutto era fuorché simpatico e parlava con paroloni incomprensibili.
    L’unica cosa che ti ricordi è che se non fate nulla rischiate una multa fino a 2.500 euro a famiglia: ci manca solo quello!
    Ah, anche che vuole 6.000 euro per il progetto…
  • Un paio di riunioni a esaminare le offerte delle imprese, scritte in termini tecnici e con cifre da capogiro.
    E poi, vedere che provengono tutte da nomi tipo la Caio & Figli Impianti o la XY Termotecnica snc non è che sia proprio rassicurante…

E allora?

Il 31 dicembre 2016 è l’ultimo giorno per adeguarsi alle norme sulla termoregolazione e la contabilizzazione del calore.

Eppure, a meno di un mese da questa scadenza sono tantissimi i condomìni che non si sono ancora posti il problema.

Oppure l’hanno fatto e subito accantonato… per non spendere.

Il casino, scusa il francesismo, è che non fare i lavori per paura di spendere, vi porterà come spesa più grossa e meno gradevole una multa tra i 500 e i 2.500 euro. Ad appartamento.

Non ti do altri dettagli normativi perché ne ho parlato a lungo in QUESTO ARTICOLO, pubblicato qui sul blog circa 8 mesi fa…

Per esperienza diretta posso dirti che nell’ultimo anno gli amministratori più in gamba:

  • Hanno informato i loro condomini sulla nuova normativa
  • Hanno invitato dei termotecnici in assemblea per spiegare le varie possibilità per non "andare fuori legge"
  • Hanno chiesto preventivi a varie aziende per conoscere nel dettaglio i costi dell'adeguamento.

Le assemblee più “reattive” hanno capito la gravità del problema e si sono fidate di chi gli diceva che non ci sarebbero state proroghe.

Hanno dato incarico a progettista e ditta che più gli ispiravano fiducia e adesso hanno i lavori perfettamente ultimati, un impianto di riscaldamento che rispetta la normativa e funziona a pieno regime.

Per questo motivo possono dormire sogni tranquilli e dedicare allo shopping i loro pomeriggi da qui a Natale.

Se stai continuando a leggere questo articolo, evidentemente non sei tra quelli che hanno già risolto il problema.

Questo può essere successo per due motivi:

  • Il tuo amministratore non vi ha informato adeguatamente, spiegandovi la gravità della cosa, per cui non sai nemmeno di cosa parlo
  • Altri amministratori, dopo tante riunioni a vuoto, nelle quali si parlava senza decidere nulla, hanno deciso di lavarsene le mani.

A questo punto, per evitare sanzioni ai loro condòmini, il 1 gennaio semplicemente… spegneranno gli impianti centralizzati.

Per ora so già che decine di centrali termiche che verranno spente.

Certamente saranno contenti ENEL e gli altri gestori di energia, che guadagneranno di più grazie ai maggiori consumi di corrente elettrica, come anche chi vende bombole del gas per le stufe.

Se anche nel tuo palazzo non avete ancora fatto nulla, rassegnati perché non esiste nessuna possibilità di fare l’adeguamento entro la scadenza del 31 dicembre 2016.

E’ impossibile fare in tempo perché dovreste:

  • trovare un progettista che studi il vostro palazzo e progetti il sistema
  • trovare un'impresa disposta a dare priorità al vostro condominio e non agli altri nei quali sta lavorando (e che gli hanno dato l'incarico magari 6 mesi fa)
  • trovare qualche fornitore con disponibilità dei materiali necessari entro pochi giorni e consegna prima di Natale.

Fidati, lasciate perdere perché sarebbe più facile vincere alla lotteria.

E allora, cosa potete fare?

Mi vengono in mente due possibilità:

  • Il primo è che comunque vi muovete SUBITO, dando incarico a progettista e impresa: meglio fare i lavori il 20 gennaio che due mesi dopo, perché restare “scoperti” per meno tempo riduce il rischio di ricevere delle multe.
  • Il secondo è che smetti di metterti questo problema e ti muovi in modo completamente diverso.

Provo a buttartela così.

Magari hai partecipato a una di quelle riunioni fiume, hai sentito progettisti, avete chiesto preventivi: sembrava fattibile e a portata di mano riuscire ad avere i lavori finiti per fine anno.

Certo, spenderci un paio di migliaia di euro per la contabilizzazione e le valvole termostatiche non è che ti entusiasmava, ma gli obblighi sono obblighi.

A questo punto:

  • Se non ne puoi più di perdere tempo in assemblea condominiale, dove tante chiacchiere non hanno portato a nulla
  • Se sei esasperato dal dipendere dagli altri anche per una cosa banale come un impianto di riscaldamento
  • Se non vuoi continuare ad avere il rischio di una multa importante.

Couple on a beach at Maldives

Ti stai chiedendo cosa c’entra questa immagine con il tuo impianto di riscaldamento condominiale?

Beh, voglio chiudere questo articolo con la piccolissima ambizione di prendere il tuo incubo degli ultimi mesi e trasformarlo in un sogno.

Infatti esiste un modo per tirarti fuori dall’incubo di questa normativa e contemporaneamente raggiungere in casa tua un clima piacevole come non ti è mai capitato.

Per raggiungere questo obiettivo devi fare alcuni passi:

  • Il primo passo che devi fare è incaricare un tecnico che verifichi se puoi staccarti dall'impianto di riscaldamento centralizzato.

Infatti, grazie alla “Riforma del Condominio” puoi scegliere di staccarti dall’impianto di riscaldamento condominiale senza il consenso degli altri condòmini.

Le uniche condizioni che devi rispettare per poterti staccare è che un termotecnico (un ingegnere specializzato proprio su questi temi) dimostri coi numeri che il tuo distacco dal riscaldamento centralizzato:

  • Non crei "uno squilibrio termico pregiudizievole all’impianto".
  • Non faccia aumentare le spese per chi continua a utilizzare l'impianto condominiale.

Tradotto dall’ingegnerese significa che dopo il tuo distacco l’impianto non deve funzionare peggio che ora e che il tuo distacco non può fare aumentare le spese per gli altri condòmini.

Il tutto, naturalmente, semplificando molto, ma l’importante è che ci capiamo.

Se, dopo aver studiato il caso del tuo appartamento, l’ingegnere ti dice che puoi staccarti dal centralizzato, avrai questi benefici importanti:

  • Non hai speso soldi per la “creazione” del sistema per la contabilizzazione del calore. Quanti soldi dipende da caso a caso ma, mediamente, un paio di migliaia di euro a famiglia. E con tempo di rientro dell’investimento di non meno di 6-7 anni.
  • Smetti di spendere soldi per le manutenzioni straordinarie di un impianto di riscaldamento condominiale vecchio e poco efficiente: mi capita frequentemente di vedere vecchi impianti con decine di guasti all’anno, soprattutto nelle tubazioni in ferro, tenute insieme dalla ruggine.
  • Non è più un tuo problema se la Centrale Termica non è più “a norma”, cioè non rispetta le leggi attuali.
  • Non ti condiziona più la presenza di condòmini morosi, per colpa dei quali l’impianto di riscaldamento centralizzato viene acceso meno del necessario.
  • Finalmente puoi avere il TUO impianto di riscaldamento e, credimi, non è una cosa da poco.

Avere il TUO impianto di riscaldamento ti cambierà la vita perché:

  • Avrai la certezza di poterti riscaldare sempre, tenendoti al riparo dai problemi dei condòmini morosi.
  • Potrai decidere gli orari di accensione, spendendo solo quando è necessario.
  • Deciderai tu la temperatura più adatta alle abitudini della tua famiglia, smettendo di avere i pinguini dentro casa.
  • Se deciderai di ridurre le temperature, potrai subito beneficiare della riduzione dei consumi, con importanti risparmi.
  • Finalmente starai bene dentro casa tua, anche se abiti al piano terra, con sotto dei garages non riscaldati, oppure se abiti all’ultimo piano, con sopra la testa un sottotetto freddo o direttamente la copertura.

  • Il secondo e ultimo passo è scegliere l'azienda che installi il tuo nuovo impianto di riscaldamento autonomo.

A questo punto, se hai deciso di staccarti dall’impianto centralizzato, incontrerai alcuni idraulici per farti fare delle offerte.

Il primo suggerimento che posso darti è questo: se sentirai le parole “un pò di polvere bisognerà pur farla”… FUGGITE, SCIOCCHI!

Perché quello che loro definiscono “un pò di polvere” puoi vederlo in questa foto!

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Chi ha fatto rifare il bagno o altri lavori dentro casa sa di cosa parlo: la polvere “da demolizione” non è una polvere normale.

E’ una polvere “bastarda”, sottile come il borotalco, che si insinua dentro le stanze anche se hai chiuso le porte con la ceralacca, per cui te la ritroverai ovunque per mesi: dentro gli armadi, sopra i quadri, sopra le cornici delle porte.

Ogni volta che apri una finestra questa polvere se ne andrà nuovamente a spasso, costringendoti a riiniziare da capo con le pulizie.

Questi anni mi è capitato di rifiutare degli incarichi, ed è successo ogni volta che non potevo garantire un intervento senza polvere.

Ma, siccome sono testardo, non mi sono arreso e ho sbattuto la testa finché non ho trovato una soluzione reale.

Alcuni clienti hanno già iniziato a beneficiare di questa soluzione: Calor360™ – L’Impianto di Riscaldamento Garantito 20 ANNI.

Calor360™ non è semplicemente una nuova caldaia ma è un Sistema di Riscaldamento Personalizzato per la tua casa e la tua famiglia, capace di rendere la tua casa accogliente e calda 24 ore al giorno.

Finora non si erano mai visti 20 anni di garanzia su tutto l’impianto, con copertura integrale di manutenzioni ordinarie, straordinarie e un’altra serie di garanzie che puoi leggere QUI.

Se pensi che sono la persona giusta per risolvere definitivamente i tuoi problemi con l’impianto di riscaldamento, la cosa migliore che puoi fare è agire subito.

Leggi con attenzione quello che ho scritto per te al link:
http://calor360.com/contatti/
e compila il modulo che trovi in fondo alla pagina.

Ti contatteremo quanto prima per sviluppare una soluzione personalizzata sulla base delle tue esigenze specifiche!

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Grazie e… Attendo di leggerti!

Marcello Contu
Il Tuo Amico Impiantista™
Creatore di Calor360™ – L’impianto di Riscaldamento garantito 20 ANNI

5 commenti su “Col 31 dicembre dietro l’angolo continuano le chiacchiere a vuoto nelle riunioni di condominio e tu ancora non ti stacchi dal riscaldamento condominiale?

  1. Cara Luisella,
    chi si distacca dal condominiale a quel punto può decidere il tipo di impianto che preferisce.

    Ad acqua o meno.

    Se ti serve parlarne più nel dettaglio, scrivimi tranquillamente alla mia email personale marcello@iltuoamicoimpiantista.com

    Grazie e a presto!
    Marcello

  2. Signor Contu, però dica tutta la verità è non solo la parte bella del distacco dall’impianto centralizzato…
    Ovvero che comunque si è tenuti comunque a pagare una quota di partecipazione ai consumi del combustibile in quanto si usufruisce del calore indiretto provenienti dalla servitù delle tubature e da quella parte di riscaldamento ricevuto dagli appartamenti di confine.
    Che si è tenuti a contribuire alle spese di manutenzione straordinaria della macchina termica.
    Che se ognuno si fa il proprio impiantato erano sufficienti 6kw per riscaldare gli ambienti, con una caldaietta è facile raggiungere i 10kw (parlo della fascia climatica C, le altre non so) perché così ognuno si fa la temperatura a suo comodo e piacere, magari non maggiore dei 20 gradi raccomandati.
    Se la UE ha emanato una legge, poi sfociata nella attuale normativa che ci obbliga alla contabilizzazione, è per abbassare e moderare le emissioni di CO2, e un conto è una macchina unica da 300kw, Un’altro sono 36 utenti di un condominio da 8-10 kw l’uno…
    La chiarezza innanzitutto…

  3. Buongiorno Francesco,
    sono abbastanza corrette le tue informazioni: chi si stacca dovrò contribuire per i consumi indiretti, le manutenzioni straordinarie ma anche le manutenzioni ordinarie (quelle che la norma chiama oneri per il mantenimento in efficienza dell’impianto.

    Occorre però fare qualche precisazione:
    – NON è vero che questi consumi indiretti, dovuti alle dispersioni lungo le dorsali, sono così pesanti; in ogni caso vanno determinate in modo analitico e non “a occhio” come ho visto fare a qualche amministratore (es. il 30%)
    – dover contribuire alle manutenzioni straordinarie lo trovo una “utile rottura di palle”, considerati gli altri e alti benefici che staccarsi da un impianto condominiale obsoleto può dare
    – gli oneri di manutenzione ordinaria per un impianto centralizzato su un piccolo condominio da circa 12 unità dalle nostre parti è dell’ordine delle 600 euro/anno, quindi assolutamente marginale.

    In compenso posso dirti che la contabilizzazione del calore lascia molti aspetti tecnici non risolti:
    – nulla può fare se la caldaia è poco efficiente
    – non riesce a riparare dorsali di distribuzione in ferro, quasi completamente otturate dalla ruggine
    – “incasina” ancora di più un impianto di riscaldamento non correttamente bilanciato.

    Inoltre introduce alcuni elementi diciamo di ingiustizia:
    – se tu vai all’esterno per due mesi sarà tuo diritto spegnere la tua parte di impianto condominiale (quella corrispondente al tuo appartamento), ma questo rende la tua unità “disperdente” per gli altri. Questo vuol dire che chi abita a fianco, sopra o sotto di te, vedrà i suoi consumi aumentare
    – se abiti al piano terra, con sotto cantine o garages (non riscaldati), le tue spese aumenteranno rispetto all’attuale suddivisione di spese secondo la tabella millesimale “riscaldamento”
    – idem se abiti all’ultimo piano del condominio, dove ti troverai a pagare di più perché il condominio ha il tetto mal coibentato.

    Giusto per dirti alcuni dei pensieri che mi vengono in mente così!

    Grazie e a presto,
    Marcello Contu

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