Riscaldamento autonomo o centralizzato? Una dura battaglia tra distacco e termoregolazione!

Vecchia caldaia a gasolioSempre più spesso sento tra le necessità urgenti di chi abita in condominio, la volontà di rendersi autonomi per quel che riguarda il riscaldamento.

E sinceramente non mi viene da dargli torto…

Tutti noi conosciamo, direttamente o attraverso l’esperienza del Cugggino di turno, che dipendere da un sistema di riscaldamento centralizzato solitamente crea questi problemi:

Ogni famiglia ha esigenze diverse per temperature e, soprattutto, orari di accensione: la famiglia con marito e moglie che lavorano e i figli che ancora frequentano la scuola, non hanno alcun interesse ad avere la casa calda dalle 9 alle 13… il pensionato che sta tutto il giorno a casa, magari stando seduto a lungo, non la pensa esattamente allo stesso modo.

– Sempre più spesso, come regalino della cosiddetta “crisi economica”, ci sono famiglie con difficoltà a pagare le quote condominiali, per cui capita che gli Amministratori non abbiano i soldi per fare il rifornimento del gasolio oppure per il pagamento delle bollette del gas e… per non stare al freddo si devono trovare soluzioni d’emergenza come le varie stufette elettriche o a gas, oppure quelle a combustibile liquido, ultimamente così di moda.

– E’ molto diffuso il caso di centrali termiche molto più che superate… “antiche” direi. Insomma quelle che trovi nel dizionario dei contrari rispetto a “risparmio energetico”.

Nonostante tutti gingillino col nuovo iPhone 6 o con uno dei tanti super-smartphone concorrenti, a nessuno viene in mente che la tecnologia avanza anche in campo termo-tecnico.

Infatti, negli anni,  si è evitato con cura qualsiasi intervento di adeguamento, che rendesse la Centrale Termica un pò più efficiente.

Per questo motivo ci ritroviamo con una o più CALDAIE di tipo tradizionale (ossia non a condensazione), a metano dove si può, a gasolio negli altri casi.

Le POMPE DI CIRCOLAZIONE e gli altri dispositivi installati sono usciti di produzione da almeno un trentennio.

All’epoca ovviamente non esistevano CONTABILIZZATORI DI CALORE, VALVOLE TERMOSTATICHE (sappi che ancora oggi viene considerato da maleducati installarle, ma ne abbiamo già parlato qui…) e tutte le altre diavolerie moderne.

A questo punto è molto probabile sentire le seguenti lamentele, aggiuntive rispetto alla questione degli orari che non vanno mai bene:

– ai piani bassi “si schiatta dal caldo, al punto che dobbiamo tenere le finestre aperte”;

– ai piani alti “spendiamo un sacco e abbiamo sempre freddo”;

– chi abita negli appartamenti esposti a nord deve utilizzare stufe e stufette per non soffrire troppo il freddo.

In sintesi, ci si trova ad avere un impianto di riscaldamento costoso e che mal si lega alle nostre esigenze.

A questo punto le strade percorribili sono solo due:

1) Uno o più condòmini si staccano dall’impianto di riscaldamento centralizzato e installano un impianto autonomo, dovendo affrontare una sorta di via crucis tra normativa prima e dopo la cosiddetta “riforma del condominio”, sentenze varie e regolamenti comunali (vedi il nostro articolo in merito cliccando qui) oppure…

2) Si riqualifica pesantemente l’impianto centralizzato con le tecnologie di termoregolazione e contabilizzazione del calore.

A questo punto la domanda: si, Marce, ma cosa mi conviene fare?

Premetto che certamente non esiste una risposta che vada bene sempre, e che bisogna analizzare in modo serio tutti gli aspetti del tuo caso (dalla potenza della/delle caldaie installate, a tipologia e disposizione delle tubazioni, alla conformazione degli appartamenti,…).

Tuttavia, proveremo a confrontare costi e benefici di entrambe le opzioni qui sopra, per capire se una delle due soluzioni è mediamente capace di vincere su tutti i fronti.

Nel caso del DISTACCO occorre ragionare sui seguenti punti:

1) L’intervento è fattibile dal punto di vista tecnico? Prima di scegliere, devo capire quale intervento posso realmente fare. Ad esempio: la canna fumaria esterna viola il regolamento comunale o danneggia il “decoro” dell’edificio?

2) L’intervento è abbastanza complesso: dal mio punto di vista non tanto per gli aspetti impiantistici (installazione della caldaia, realizzazione della canna fumaria, distacco delle tubazioni dell’appartamento da quelle dell’impianto centralizzato), ma soprattutto per la parte edile.
Infatti, al posto del cliente sarei molto preoccupato per la realizzazione della nuova rete di distribuzione all’interno dell’appartamento: se non ci si appoggia a una ditta super-seria in grado di garantire un intervento senza polvere (o quasi), racconteremo anche ai nipoti di quante volte abbiamo dovuto spolverare e “quella maledetta polvere sembrava riformarsi dal nulla!”

3) Quali sono i costi reali? Realizzare un impianto autonomo comporta per il condòmino un investimento superiore ai 5.000,00 , a cui bisogna aggiungere sempre le spese di manutenzione e gestione dell’impianto centralizzato, alle quali il distaccante è sempre obbligato a partecipare! D’altronde, il condòmino può intervenire direttamente per controllare i  normali costi di gestione, portandoli ben al di sotto dei 1.500,00 all’anno.

Se invece si decide di RIQUALIFICARE L’IMPIANTO CENTRALIZZATO in modo serio, occorre:

un investimento dai 2.500,00 € in su per ciascun condòmino, per: progetto e pratiche, dismissione del vecchio generatore, installazione del nuovo generatore, intubamento della canna fumaria, installazione delle valvole termostatiche  e dei contabilizzatori di calore per ogni appartamento.

– le spese di gestione annue si riducono pesantemente rispetto alla situazione prima della riqualificazione, scendendo a circa 1.100,00 € a condòmino.

Per concludere:

Volendoci basare solamente sugli aspetti economici iniziali, l’ipotesi della termoregolazione vince su quella del distacco.

Invece, per quanto detto all’inizio dell’articolo, solo un impianto di riscaldamento autonomo ci garantisce:

– la certezza di poterci riscaldare sempre, tenendoci al riparo dai problemi dei condomini morosi;

la possibilità di decidere gli orari di accensione, spendendo solo quando ci serve;

– l’opportunità di impostare la temperatura più adatta alle nostre abitudini, e di ridurla per avere un beneficio concreto sui risparmi (ricordo sempre che abbassare la temperatura dell’impianto da 21 a 20 °C da un risparmio di circa il 7-8%);

– un maggior valore dell’appartamento in caso di rivendita (il famoso “termoautonomo”).

Sperando di aver spazzato via un pochino di nebbia, ti ringrazio per il tuo tempo e… Ci leggiamo alla prossima!

P.S. Ricordati che devi aspettarti enormi problemi se ti rivolgi alla persona sbagliata, che non può dimostrare coi fatti, con i suoi risultati, le cose che dice.

A me piace, invece, dimostrare quello che dico coi fatti e con le parole dei miei clienti, che ci mettono la faccia per raccontarti come è cambiata la loro vita con il loro nuovo impianto di riscaldamento, come va con i nostri tecnici e con le nostre manutenzioni.

Li puoi leggere e vedere alla pagina DICONO DI NOI del blog!

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Marcello_Marco_Roby_Rid

Grazie e… Attendo di leggerti!

Marcello Contu
Il Tuo Amico Impiantista™
Creatore di Calor360™ – L’impianto di Riscaldamento garantito 20 ANNI

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